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Intervista a Gandhi

 

Pubblicato il  30  ott   2011  su I sogni & Storie di vita

 

Intervista a Gandhi

 

Intervistatore (un prete anglicano)

Gandhi:  Conservo molto chiaro il ricordo di un’esperienza, legata ai miei ventuno giorni di digiuno per l’abolizione dell’intoccabilità (Gli Intoccabili costituivano il gradino più basso della società indiana ed erano esclusi dalla vita sociale delle altre classi più elevate. La loro povertà era, in generale, estrema- tonino c.) . Ero andato a dormire la notte prima senza la minima idea di dover proclamare un digiuno il giorno seguente.

Verso mezzanotte qualcosa mi svegliò improvvisamente e una voce – dentro di me o fuori, questo non posso saperlo – sussurrò: “Devi iniziare un digiuno”. Di quanti giorni?” chiesi io. “Ventuno giorni”. “Quando inizio?” chiesi. La voce disse: “Inizi domani”.

Mi addormentai tranquillo dopo aver preso la decisione. Non dissi nulla ai miei compagni fino a dopo la preghiera del mattino. Misi nelle loro mani una striscia di carta che annunciava la mia decisione chiedendo di non discutere con me, perché la decisione era irrevocabile.

Bene, i dottori pensavano che non sarei sopravvissuto al digiuno, ma qualcosa in me diceva di sì, e che dovevo andare avanti. Questo genere di esperienza non mi era mai accaduto prima né mi accadde dopo quella data.

 Intervistatore: E lei non può in alcun caso ricondurre questa cosa a una fonte malvagia?

 Gandhi: Sicuramente no. Non ho mai pensato che fosse un errore. Se c’è mai stato in vita mia un digiuno spirituale , è stato proprio quello…

 

                   [da Gandhi-In cammino verso Dio, Mondadori]

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