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PENSIERO DELLA DOMENICA 3.5.2015: “Viaggio tra gli ZINGARI: Rom e Sinti nell’Italia che lavora”

 

Pubblicato il  02  mag   2015  su Storie di vita

PENSIERO DELLA DOMENICA 3.5.2015: “Viaggio tra i gli ZINGARI: Rom e Sinti  nell’ Italia che lavora”

 

A Bologna un’esposizione fotografica per raccontare Rom e Sinti da un altro punto di vista, quello del lavoro. Contro razzismo e xenofobia.

FOTO MOSTRA ROM E SINTI

 

  • CHI SONO

 

I ROM  sono uno dei principali gruppi etnici della popolazione di lingua romaní (anche detta genericamente degli “zingari” o dei “gitani“) originaria dell’India del nord.

La caratteristica comune di tutte le comunità che si attribuiscono la denominazione rom è che parlano – o è attestato che parlassero nei secoli scorsi – dialetti variamente intercomprensibili, costituenti appunto il romaní, che studi filologici e linguistici affermano derivare da varianti popolari del sanscrito e che trovano nelle attuali lingue dell’India del nord ovest la parentela più prossima.

I rom propriamente detti sono un gruppo etnico che vive principalmente in Europa, distribuiti in una galassia di minoranze presenti principalmente nei Balcani, in Europa centrale e inEuropa orientale, benché la loro diaspora li abbia portati anche nelle Americhe e in altri continenti.

 I SINTI, così come i Rom si presume che provengano dalle regioni del nord-ovest dell’India. E così come per le altre etnie romaní si ritiene che i Sinti abbiano lasciato l’India all’inizio dell’undicesimo secolo per giungere in Asia Minore alla fine dello stesso secolo e quindi nei secoli successivi migrare attraverso l’Impero Bizantino in Europa.

In Europa e anche in Italia arrivarono tra la fine del XIV secolo e il XV secolo. Oggi sono stanziati soprattutto nei paesi dell’Europa occidentale (GermaniaFranciaSpagnaItalia).

La storia recente dei Sinti è analoga a quella della popolazione Rom: furono perseguitati in tutti i paesi europei subendo di volta in volta pratiche di inclusione (schiavizzazione nei paesi dell’Est Europa) e in particolare in Romania(schiavitù abolita solo dopo il 1850), esclusione (cacciata dai territori) e discriminazione.

Il nazismo riservò ai Rom e Sinti lo stesso trattamento riservato agli ebrei, ai testimoni di Geova e agli omosessuali. Essi furono deportati in campi di concentramento. Si stima che circa 500.000 Rom-Sinti trovarono la morte nei campi di sterminio.

Tradizionalmente i Sinti hanno esercitato l’attività del giostraio e del circense, tra i più famosi circensi italiani di origine sinti c’è Moira Orfei e la sua famiglia. Anche la seconda famiglia circense più famosa d’Italia, i Togni, è di origine sinti.

I sinti parlano la lingua romaní e utilizzano nei diversi gruppi alcuni dialetti.  [Queste notizie le ho prese da Wikipedia e verificate nella loro sostanziale veridicità storica].

 

 2-    ROM e SINTI in ITALIA

In Italia, su circa 180.000 Rom e Sinti, sono più di 130.000 quelli che vivono “mimetizzati”in abitazioni convenzionali, svolgendo un lavoro regolarepagando le tasse e conducendo una vita che non ha nulla di diverso da quella di una qualsiasi altra famiglia, italiana o straniera. Mentre solo un Rom su cinque vive nei campi allestiti nelle periferie delle città. Quelle aree tanto citate dalla politica e dai media. “Eppure nell’immaginario collettivo dei cittadini ci sono molto più spesso le immagini di donne che chiedono l’elemosina ai semafori con i figli in braccio, ragazzini che rubano e vivono di espedienti, o coppie di anziani che rovistano nei cassonetti dei rifiuti. Sono pregiudizi, e attraverso questa mostra noi cerchiamo di smantellarli”.
Gli scatti mostrano uomini e donne che lavorano in ogni angolo d’Italia. Si va dall’infermiere di Lucca all’operaio di Melfi, dalla regista di Torino all’attrice di Roma. “Dietro ogni immagine ci sono un volto, una storia, una speranza ma soprattutto c’è un desiderio di inclusione sociale, e la volontà di portare onestamente a casa un pezzo di pane”.
Il messaggio degli ideatori, quindi, è semplice: “Non pensiamo che i Rom e i Sinti rubino per una questione culturale. O che, sempre per cultura, non vogliano lavorare, perché non è vero. Ciò che spesso si crede di queste comunità sono pregiudizi che derivano da una generalizzazione del comportamento di pochi. In realtà, però, non c’è una percentuale di delinquenza maggiore tra i Rom e i Sinti rispetto ad altre situazioni di marginalità”. Molti di loro vivono in Italia da generazioni, e sono italiani in tutto e per tutto. Anche se sono tanti quelli che preferiscono non rivelare le proprie origini, per non correre il rischio di perdere il lavoro o di essere emarginati. “Si sceglie l’anonimato per evitare di essere vittime di razzismo. E questo è molto grave, perché non è giusto che qualcuno sia costretto a nascondere la propria identità”.

 

Un commento → “ PENSIERO DELLA DOMENICA 3.5.2015: “Viaggio tra gli ZINGARI: Rom e Sinti nell’Italia che lavora” ”


  1. ivana

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    Grazie Tonino per queste riflessioni sui Rom e Sinti. Ho conosciuto i Rom nei primi anni novanta quando è iniziato il loro inserimento scolastico nella scuola elementare di Poltu Quadu e Corso Umberto. Ho un ricordo di quei bambini. Spero di aver lasciato un buon ricordo in loro,
    Ivana

    Risposta

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