Etty Hillesum era una giovane ebrea olandese che morì, annientata, nel lager di Auschwitz nel 1943 a 29 anni. Nei due anni passati nel lager scrisse le due opere più famose: Il Diario 1941-1943 e Le Lettere scritti tra il 1942 e il 1943. Etty scoprì pian piano Dio, che le faceva dire che tutto il male del mondo si poteva vincere con un sorriso, con un volo di rondini, con la mano tesa a uno stremato e/o a uno straniero.

 

ETTY HILLESUM dal lager nazista: <<Uno spicchio di cielo>>

 

<<Ma cosa cre­dete, che non veda il filo spinato, i forni crematori, il dominio della morte? Sì, ma vedo anche uno spicchio di cielo e in esso vedo libertà e bellezza». In questo momento di accelerazioni quotidiane nelle famiglie, nelle scuole, nelle chiese, nei governi, quello che ci manca è la possibilità e la gioia di vedere e gustare, con calma, rallentando i nostri ritmi frenetici, “uno spicchio di cielo” e cioè l’essenziale nella vita. Uno dei modi quotidiani per avere una sia pur mi­nuscola possibilità di vedere quello “spicchio” e di riappropriarci di un’autentica “libertà e bellezza”.

Da “Il Diario”,  scritto nei due anni della sua prigionia. Anche le Lettere sono molto belle  Chi può,  legga; chi non può, legga lo stesso.