L’assassino è…il veleno per topi

 

Ricorda il lettore il mistero della moria di papere ad Olbia?

Di come qualcuno sospetti che di tale misfatto si siano macchiati ancora una volta, manco a dirlo, gli stranieri?

Una mattina, dopo vari giorni di assenza, sono andata a dare da mangiare alle papere…e purtroppo non ne ho visto neanche una.

Il pane l’ho lanciato in pasto ai pesci, ai piccioni e agli uccellini subito accorsi. 

Nel pomeriggio sono passata in un altro tratto del canale in cui normalmente nuotano le amiche papere, ma erano assenti anche in questo punto…ad eccezione di tre… galleggianti inerti con le zampe all’insù.

Che tristezza!

Ho avuto la fortuna di risolvere il doloroso mistero  qualche giorno fa, non per capacità investigative, di cui sono totalmente sprovvista, ma per puro caso.

La mia gatta si è ammalata e l’ho perciò portata da un veterinario molto noto in città per professionalità ed onestà.

Mentre visitava la gatta ho pensato di interpellarlo in proposito.

Era a conoscenza del fenomeno perché ha collaborato alle analisi svolte dall’Istituto zooprofilattico.

Ebbene, mi dispiace deludere il paperofilo razzista, che senza nessuna prova accusa gli stranieri di pescare le papere di frodo per mangiarle, ma gli assassini non sono loro.

L’assassino come ho già spifferato nel titolo, segno evidente che non potrei mai scrivere un libro giallo, è il veleno per topi sotto forma di esche appetibili collocate appositamente nel Parco Fausto Noce.

Purtroppo hanno mangiato il veleno anche le papere… si rassegni l’ingiusto accusatore.

                                                                                                                                                                          Ivana