Mauro morì giovanissimo, poco più che trentenne. Frequentò la nostra comunità “Per le strade del mondo” qui, a Olbia, da febbraio a Ottobre, quando abbandonò la vita. Come? Questa preghiera parla anche del come uscì, con tutto l’amore che ha sempre meritato. Sono certo al cento per cento che Dio lo ha accolto con grande gioia tra le Sue braccia.

PREGHIERA di CONDIVISIONE

SABATO 28.10.2017 IN  CASA di Ida e Tonino ore 19 con CENA COMUNITARIA

MAURO, UN GIOVANE MITE

<<beati i miti, perché possederanno la terra>>

 

                                                                                                                           -“Chi mai, mio Dio, mi mostrerà la felicità?”

                                                                                                                                    -“Risplende su di te il Mio volto, figlio!”salmo 4

 

Preghiera iniziale

Grazie, mio Dio,

della vita che mi hai donato.

Mi hai detto: Mauro, ora è tua,

l’affido alle tue mani,

alla tua mente, al tuo cuore.

Io, mio tenero Dio,

ho preso sul serio il tuo dono

e ho creduto in Te, perdutamente,

sino all’ultimo,

quando le forze distruttive dei miei malesseri

hanno prevalso.

Io ho creduto e sperato in Te,

ho creduto e sperato nel Tuo amore per me.

Ho amato il Tuo amore

e mi sono affidato oltre ogni limite

quando a Te la vita donata ho restituito

in un disperato tenero abbraccio.

Riposa in pace, Mauro, fratello mio, tra le braccia di Dio.

I brani biblici

                                                                                                                                                       “I Tuoi insegnamenti sono la mia felicità,

                                                                                                                                             sono essi i miei consiglieri” salmo 119

 

Matteo 5,1-10: le beatitudini nella traduzione di E. Drewermann

BEATI i poveri in spirito (che riconoscono la propria povertà a partire da Dio),

            perché di essi è il regno di Dio.

BEATI gli afflitti, perché conosceranno la consolazione di Dio.

BEATI i miti (gli inermi), perché possederanno la terra.

BEATI coloro che hanno fame e sete di vita giusta (davanti a Dio),

           perché saranno saziati.

BEATI i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

BEATI i puri di cuore, perché vedranno Dio.

BEATI i costruttori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

BEATI coloro che patiscono la persecuzione

           per vivere una vita giusta davanti a Dio,

           perché di essi è il regno di Dio.

 

Dalla 1° lettera ai cristiani di Corinto (Cor.) 13,1-13: Inno all’amore
Ora vi insegno qual è la via migliore:

1Se parlo le lingue degli uomini e anche quelle degli angeli,
ma non ho amore, sono un metallo che rimbomba,
uno strumento che suona a vuoto.
2Se ho il dono d’essere profeta e di conoscere tutti i misteri,
se possiedo tutta la scienza e ho tanta fede da smuovere i monti,
ma non ho amore, io non sono niente.
3Se do ai poveri tutti i miei averi,
se offro il mio corpo alle fiamme, ma non ho amore,
non mi serve a nulla.
4Chi ama è paziente e generoso.
Chi ama non è invidioso, non si vanta
non si gonfia di orgoglio.
5Chi ama è rispettoso
non cerca il proprio interesse
non cede alla collera, dimentica i torti.
6Chi ama non gode dell’ingiustizia,
la verità è la sua gioia.
7Chi ama è sempre comprensivo,
sempre fiducioso, sempre paziente,
sempre aperto alla speranza.
8L’amore non tramonta mai:
cesserà il dono delle lingue,
la profezia passerà,
finirà il dono della scienza.
9La scienza è imperfetta,
la profezia è limitata,
10ma quando verrà ciò che è perfetto,
esse svaniranno.
11Quando ero bambino
parlavo da bambino,
come un bambino
pensavo e ragionavo.
Da quando sono un uomo
ho smesso di agire così.
12Ora la nostra visione è confusa,
come in un antico specchio;
ma un giorno saremo a faccia a faccia
dinanzi a Dio.
Ora lo conosco solo in parte,
ma un giorno lo conoscerò pienamente
come lui conosce me.
13Ora dunque ci sono tre cose che non svaniranno:
fede, speranza, amore.
Ma più grande di tutte è l’amore.

 

“Aprimi gli occhi affinché io comprenda le meraviglie della Tua parola” salmo 119.

Pausa di silenzio.     

INTERVENTI

 

Preghiera di Condivisione   : ho scelto il salmo 146 perché è la sintesi perfetta delle beatitudini, e Mauro lo recitava volentieri perché in esso si specchiava.

 

                                       1Hallelujah! Loda Jawhè, anima mia,                                 

Loderò Jawhè per tutta la mia vita.
2A lui canterò finché avrò vita.

 

3Non confidate nei potenti,

in un uomo che non può salvare:

 

4esala il suo spirito e ritorna alla terra,

in quel giorno periscono i suoi progetti.

 

5Beato chi ha per suo aiuto il Dio di Giacobbe,

che spera in Jawhè suo Dio,

 

6che ha fatto cielo, terra,

mare e tutto quanto è in essi,

che conserva la fedeltà in eterno,

 

7che fa giustizia agli oppressi,

che dà il pane agli affamati,

Jawhè che libera i prigionieri,

 

8Jawhè che apre gli occhi ai ciechi,

Jawhè che rialza chi è caduto,

Jawhè che ama i giusti,

 

9Jawhè che protegge gli stranieri,

sostiene l’orfano e la vedova,

ma sconvolge la via degli empi.

 

10Jawhè è re per sempre,

il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione!

Hallelujah!

 

Segno di condivisione

“Gesù alzò gli occhi al cielo, disse la preghiera di benedizione, spezzò i pani e li diede ai suoi discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono e furono sazi “. Vangelo di Luca cap 9,16.

Pausa di silenzio, in preparazione alle

Preghiere spontanee: “La Tua parola è tutto il mio bene, la gioia del mio cuore senza fine”.

 

Preghiera finale:    ho scelto una poesia, fra le tante, di Ivana, che ha vissuto la scomparsa di Mauro nel modo che lei stessa ci spiegherà. Alla poesia aggiungo come finale un breve tratto del salmo 147 che loda Dio, aggiungiamo noi, per il dono di Mauro alla comunità e al mondo.

 

Accade a volte, amico mio,

che un pensiero di morte spenga lo sguardo.

Lo lessi nei tuoi occhi una sera

ascoltavamo la parola di Dio

tremai di un’ antica memoria di dolore

impaurita bambina lo guardavo in un volto di famiglia.

Frullai via dal ricordo con ali frettolose.

Accade a volte, amico mio,

che un pensiero di morte oscuri la finestra del cuore.

Una sera di recente impastai mandorle  farina

e vanillina che caccia via i brutti pensieri.

Me lo disse una vecchia fata

che sorpresi al limitare del bosco

sul far della sera al principio d’Autunno ma già fioriva il Pruno,

ma tu non hai bussato alla mia porta il giorno appresso

che forse già ti apprestavi al buio viaggio e io non lo sapevo

 il profumo del mio dolce scomparve in solitudine.

Non volle rivelarmi, quella fata, l’ingrediente che colma le distanze

 e mi lasciò sola nella mia imperizia.

Che tu sia maledetta vecchia megera

Sia cancellato il tuo nome dal mondo fatato.

Sia maledetta io che non provai col Melograno

O il fiore del Cotogno o la tenera Violetta

sull’ aspro sentiero di montagna

ma debole è il mio passo e pavido il mio cuore.

Perdonami, se puoi amico mio.  

Accade a volte, amico mio,

che un pensiero di morte serri la mente.

Intrecciai rami di Glicine e Lillà

ma quanto grande era il dolore, amico mio, e quanta la distanza.  

Accade a volte , amico mio,

che un pensiero di morte schianti il cuore.

Sia dolce il tuo sonno amico mio

fino  all’aurora.

A te che amavi il canto

canti l’uccello Lucherino

dal nero capino

che io non so cantare

ne come allora trovo altra parola.

Sia dolce il tuo sonno amico mio

fino all’alba del giorno nuovo.

Palpito di stellina intenerisca il cuore della Tenebra

e non ti porti spavento.

Ti abbraccino sogni odorosi di Lavanda.

Le tue rare parole le ricordo ad una ad una

ed il sorriso umile nel compiere prodigi cibernetici.

Nel sogno afoso del primo pomeriggio dell’ assenza

mi hai inviato un audio messaggio col canto delle onde.

Sei andato via per mare, amico mio?

Volevi forse ritornare

teso il braccio alla battigia dove schiuma l’onde

a nostalgia di sole di Levante,

perché vedi al mio impaziente risveglio

era vuoto il cellulare.

 Sia dolce il tuo sonno amico mio

fino al mattino.

È tua la voce che sento tra le fronde?

È  il Cedro del giardino che piange la tua assenza?

Il fresco del Grecale che gioca con le onde? 

Me lo dirai un giorno amico mio?

Che ora son smarrita come Nebbia.

Sia dolce il tuo sonno amico mio

fino alla sera.

Verrà un tempo amico mio

Oh! Io lo so…e te lo giuro

Verrà un tempo ammantato d’azzurro.

Ti sveglierai al tocco lieve di una Mariposa.

E non sarà più notte.                     Ivana

…Quanto è bello inneggiare al nostro Dio,

quanto è dolce innalzargli la lode!

E’ Lui che risana i cuori affranti

e fascia le loro ferite.

 E’ Lui che conta il numero delle stelle:

le chiama tutte per nome.

E’ il nostro Dio che sostiene i poveri,

ma abbassa sino a terra i malvagi.

 

Cantate a Dio con azioni di grazie,

inneggiate con la cetra al nostro Dio,

…che dà il cibo al bestiame

 e ai piccoli del corvo che gridano.

 

…Lodate Dio con cembali sonori,

lodatelo con cembali squillanti.

Ogni essere che respira dia lode al Signore.

Hallelujah!