Una splendida notizia! E stanno sempre più crescendo. E da questa grande bellezza Salvini sarà travolto…non oggi, non domani, ma sarà travolto.

Khadija, figlia del presidente della moschea di Torino, punta di diamante degli azzurri alle Olimpiadi dei giovani, ragazza simbolo dell’integrazione

Diciott’anni da compiere, astro nascente del canottaggio, ha appena vinto un argento ai mondiali junior di Racice 2 settimane fa: “I miei genitori mi accompagnano a ogni gara, mi danno forza”. Il padre, presidente della moschea nel quartiere multietnico di San Salvario: “Lei è il mio orgoglio, un simbolo d’integrazione”

di CARLOTTA ROCCI

E’ la figlia del presidente della moschea di via Baretti a San Salvario, il quartiere multietnico per eccellenza di Torino, e quando vince nella sua specialità, il canottaggio – ultimamente avviene sempre più spesso – sventola con orgoglio il tricolore assieme alle sue compagne, sotto gli occhi altrettanto orgogliosi di suo padre. Khadija Alajdi El Idrissi è una dei due atleti torinesi – l’altro è Alberto Zamariola – selezionati per partecipare con la nazionale italiana ai Giochi olimpici giovanili a Buenos Aires, dal 6 al 18 ottobre.

Anche suo padre, Said Alajdi El Idrissi, è uomo di sport oltre che di fede: in Marocco era stato un calciatore della serie B. E quando Khadija è stata selezionata per la Nazionale il papà, che ha sposato una donna italiana, ha commentato: “Sono orgoglioso di vederla gareggiare per l’Italia, il suo body azzurro è il simbolo dell’integrazione”.

Il mondo di Khadija, azzurra di canottaggio e ragazza simbolo dell’integrazione

Khadija Alajdi El Idrissi, 18 anni a novembre, figlia del presidente della moschea di San Salvario a Torino, appare nelle immagini che raccontano un mondo in cui l’integrazione è già una realtà: nella sua squadra di canottaggio a sfoggiare la divisa azzurra con lo stemma tricolore c’è anche l’amica e atleta Haoni Jiang, di origini cinesi. In queste foto, tratte dal suo profilo Facebook, Khadija è con lei e con le altre compagne di squadra del Cus Torino, sia durante gli allenamenti sia in occasione della medaglia d’argento appena vinta ai mondiali junior nella Repubblica Ceca, e durante la vita di tutti i giorni, a Torino, sotto i portici di via Roma o sulle sponde dell’amato fiume Po. A novembre Khadija compirà 18 anni ma ha già le idee molto chiare. Il suo palmares è già ricco di titoli: nel 2015 era stata l’azzurra più giovane alla Coupe de Jeunesse, poi ha vinto due titoli italiani assoluti e una medaglia d’argento, da capitana del suo equipaggio, ai campionati mondiali junior di Racice, nella Repubblica Ceca, a metà agosto. Le olimpiadi giovanili per la ragazza sono sempre state un sogno, come lo è sempre stato vestire la maglia azzurra. Ma Khadija pensa anche a studiare: quest’anno, oltre alle competizioni sportive, dovrà affrontare la maturità scientifica.

Nel suo futuro vede una laurea in fisioterapia. “Ho iniziato con il canottaggio in prima media, alla Manzoni di Torino – racconta – La professoressa di ginnastica Carla Cerutti mi ha portato al Cus, il Centro universitario sportivo. Lì ho trovato amiche e compagne di squadra speciali. I miei genitori mi accompagnano ad ogni gara. Sportivi e appassionati, sono la mia forza. E il Cus è la mia seconda casa”.

[da www.repubblica.it del 27/08/2018]