Oggi 28.12.2018 è morto AMOS OZ, uno dei più grandi e amati scrittori israeliani e del mondo. Scrisse libri memorabili. Soprattutto amava  Contro il fanatismo, che definiva come la tendenza degli estremismi a voler cambiare gli altri, una malattia che sì attecchiva nella sua terra ma si espandeva dovunque, compresa l’Europa, continente verso cui conservava il risentimento di un figlio di profughi (era nato in Europa. Nota mia).  Sì, non si è mai scordato da dove veniva. La sua è stata davvero una storia di amore e di tenebre. E anche di bellezza, poesia, coraggio. Forza. Che la terra gli sia lieve.                                                                                                                                                                                                                                             Devo aggiungere che Amos vedeva come unica soluzione del conflitto israeliano-palestinese la creazione dei due stati in convivenza pacifica e, possibilmente, collaborativa. Ovviamente, non fu ascoltato. Questa poesia le sarebbe piaciuta (tonino Cau).

GERUSALEMME

Città unica al mondo,

centro della Terra Santa

che dovrebbe essere la culla della pace,

il sangue spesso versato

dall’ebreo, dal cristiano e dal musulmano

è la preghiera elevata invano

dall’uomo eternamente inascoltato.

Perché in un solo luogo uniti

troviam motivi di sì cruente liti?

Sacro sia il rudere del Tempio

del saggio Salomone,

davanti al quale l’ebreo

vuol scordarne lo scempio;

sacri anche il Santo Sepolcro e il Getsemanì,

speranze di vita eterna per i cristiani;

ma sacra anche la grande Spianata,

dalla quale dicesi l’anima di Maometto

sia verso il cielo decollata!

Misericordioso Allah,

Dio-Cristo d’amore e di speranza,

onnipotente vindice Jahvè,

non potreste mettervi d’accordo voi tre?

E se siete un unicum, ma con nome diverso

non può la Vostra onnipotenza

donare un po’ di pace all’Universo?

Gerusalemme, città unica al mondo,

culla di spiritualità e di un destino rio,

che non conosce i responsabili del suo dolore:

saranno gli uomini o sarà il buon Dio?

(Dal blog di Franco Barbero-Autore non identificato)