AGGRAPPATO ALLE RUOTE DI UN TIR

Non ha occupato le prime pagine dei giornali e neanche le aperture dei telegiornali la notizia della morte ad Ancona del giovane afghano (di cui non sappiamo il nome) travolto, nel giorno di Natale, dalle ruote del tir sotto cui si era aggrappato per entrare in Italia. Evidentemente all’orrore ci si abitua velocemente. Ogni mese giovani e giovanissimi attraversano la frontiera adriatica e cercano di entrare senza alcuna possibilità di un passaggio legale. Si tratta di afghani, curdi, iracheni, pakistani, punjabi, siriani, che superano i blocchi di frontiera tirati sù dalla Turchia con l’aiuto finanziario e politico dell’Ue: ragazzi e ragazzini che avrebbero nella quasi totalità diritto al riconoscimento di uno status di protezione internazionale. Siamo di fronte a veri e propri respingimenti collettivi, per cui l’Italia è stata già condannata dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo.

Domandiamoci: cosa possiamo fare? La risposta sbagliata è: nulla.