Questa poesia dell’epoca vittoriana (milleottocento) ispirò il cuore e la coscienza di Nelson Mandela nei durissimi 27 anni di prigionia in Sudafrica nei decenni dell’apartheid. Quando tutto congiurava contro di lui fino ad abbandonare la lotta contro l’apartheid, la lettura meditata di questa splendida poesia gli ridava coraggio e speranza. Nel bel film INVICTUS del 2009 Clint Eastwood la inserisce come colonna sonora sia recitata che suonata  e cantata: bellissima. Anch’io utilizzo questo film nei momenti in cui ho bisogno di ricaricarmi, come anche “Gandhi” e il 2° film della trilogia Star Wars nella parte in cui il maestro Yoda istruisce il giovane Skywalker a diventare jedi. A Parte la bibbia ebraica e il vangelo (e le poesie del mistico persiano Rumi) che sono la mia più profonda e sublime ispirazione (Tonino C.).

INVICTUS: “sono il padrone del mio destino”

Dal profondo della notte che mi avvolge,
Nera come un pozzo da un polo all’altro
Ringrazio qualunque dio ci sia
Per la mia anima invincibile.

Nella stretta morsa delle circostanze
Non mi sono tirato indietro né ho gridato.
Sotto i colpi avversi della sorte
Il mio capo sanguina ma non si china.

Oltre questo luogo di rabbia e lacrime
Incombe solo l’orrore della fine.
Eppure la minaccia degli anni
Mi trova, e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto sia stretta la porta,
Quanto impietosa la vita,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.

                                                                                                                                     W. Ernest  Henley (inglese)