Aspettando Rumi (ottobre 1244)

 

Mentre i fiori più graziosi vengono subito raccolti, ben pochi prestano attenzione alle piante con spine e rovi. Ma proprio da quelle , in verità, si estraggono spesso i farmaci più efficaci.

Non accade lo stesso nel giardino dell’Amore? Quale amore degno di questo nome può esservi, se si scelgono unicamente le cose gradevoli, trascurando le più ardue? E’ facile godere di ciò che è buono e detestare ciò che è cattivo. Questo lo sa fare chiunque.

La vera sfida consiste nell’amare il buono e il cattivo insieme, non perché sia necessario prendere insieme il ruvido e il morbido, ma perché occorre superare queste definizioni e accettare l’Amore nella sua interezza.

[dallo splendido romanzo “Le quaranta porte” di Elif Shafak pagg. 298-99].