L’abate Anastasio visse nel IV sec. dopo Cristo e sin da giovane si ritirò nel deserto egiziano per pregare, fare penitenza e amare il prossimo che aveva vicino.

L’abate Anastasio aveva un libro prezioso, ma…

L’Abate Anastasio aveva un libro scritto su per­gamena finissima, che valeva diciotto soldi, e in esso aveva sia il Vecchio che il Nuovo Testamen­to in versione integrale.

Una volta un fratello venne a trovarlo e vedendo il libro se ne andò con esso. Così il giorno in cui l’Abate Anastasio andò per leggere il proprio libro e trovò che non c’era più, capì che il fratello l’aveva preso. Ma non gli man­dò dietro nessuno, per chiederne notizia, per ti­more che il fratello potesse aggiungere una bugia al furto.

Poi il fratello scese nella città più vicina per vendere il libro. E il prezzo che chiese fu di sedici soldi. Il compratore disse: Dammi il libro, affinché possa scoprire se vale tanto. Con ciò, il compratore portò il libro da vedere a sant’Anastasio e disse: Padre, da’ un’occhiata a questo libro, per favore, e dimmi se pensi che dovrei comprarlo per sedici soldi. Vale dunque così tanto? L’Abate Anastasio disse: Sì, è un bel libro, vale tutto quel prezzo.

Così il compratore ritornò dal fratello e dis­se: Ecco il tuo denaro. Ho mostrato il libro all’A­bate Anastasio che ha detto che è bello e che vale almeno sedici soldi. Ma il fratello disse: E tutto ciò che ha detto? Ha fatto altre osservazioni? No, disse il compratore, non ha detto altro. Beh! disse il fratello, ho cambiato idea, e dopo tutto non vo­glio vendere questo libro. Allora andò di corsa dal­l’Abate Anastasio e lo supplicò in lacrime di ripren­dersi il libro. Ma l’Abate non volle accettarlo, di­cendo: Va’ in pace, fratello, te ne faccio dono. Ma il fratello disse: Se non lo riprenderai, non avrò mai più pace.

Dopo quell’episodio il fratello abitò con l’Abate Anastasio per il resto della sua vita.