M’ILLUMINO DI MENO

M’illumino di meno, è un’iniziativa di Caterpillar su Rai 2 nel 2005. Il I° marzo ci viene chiesto di spegnere le luci per risparmiare energia e per ricordarci che le fonti vitali della terra stanno esaurendosi. Dopo 15 anni la situazione si è ulteriormente aggravata. Lo viviamo sulla nostra pelle pur di gente fortunata fornita di cibo acqua e beni di consumo. Non solo il riscaldamento globale, ma l’aumento di fenomeni climatici straordinari, la scomparsa di insetti, farfalle, api e uccellini. Nel decalogo della giornata ci viene suggerire di non buttare ma riciclare, di prolungare la vita degli oggetti riutilizzandoli, di nuovi stili di vita sostenibili ecc. per un’economia circolare. E’ indispensabile però cambiare strutturalmente i comportamenti della società. Ma sembra che le leggi finanziarie, che il motore-mostro del neoliberismo non ce lo permetta più. E’ fuori controllo come in War Game, i processi innescati ormai si muovono in modo autonomo. La gente sarebbe anche disponibile a cambiamenti drastici se informata e motivata, come lo è stato per il fumo e per la raccolta differenziata. O nel 1973 con la crisi petrolifera “l’austerity” e le domeniche a piedi. Purtroppo sono gocce d’acqua. Non si vedono segni significativi di cambiamento: non meno auto, né riscaldamenti abbassati ecc. I grandi motori del saccheggio della madre terra, dello sfrenato consumo energetico, dell’avvelenamento dell’aria e degli oceani sono il modello economico che prevede un popolo di succubi che comprano smodatamente le cose e le buttano in una catena infame di uso e getta. Con cumuli di rifiuti e imballaggi che ci coprono e ci asfissiano. Con il caotico moltiplicarsi dei trasporti a petrolio, degli aerei che solcano e assassino la nostra atmosfera. Per non parlare (non si citano mai) delle guerre nelle quali tutto è permesso attraverso bombe e gas velenosi. Ma perché non si interviene? Ora che hanno scoperto una plastica biodegradabile si continua ad usare plastiche che sono immortali come le rocce. Saremo coperti da quei rifiuti che tanto intelligentemente bruciamo o seppelliamo sotto un leggero strato di zolla fiorita in primavera. “M’illumino d’immenso” è la poesia di Giuseppe Ungaretti scritta nel 1917 che mentre spunta l’alba fa la guardia circondato dai suoi compagni massacrati dalle mitragliatrici tedesche. Lo spegnimento delle luci pubbliche per una notte ci ha fatto godere del paesaggio più maestoso e magico che l’uomo possa godere, il cielo stellato. Pieno di soli e mondi lontani che forse milioni di anni fa sono morti per non aver saputo custodire il loro tesoro.

Ciò che non sappiamo fare noi lo faranno i giovani. Greta sedicenne svedese ha dato vita a una ‘miracolosa’ catena di manifestazioni giovanili che sfilano per le città di tutta Europa per la salvezza del pianeta.

[di Beppe Manni dalla Gazzetta di Modena 10 Marzo 2019]