Questa poesia  Aldo Antonelli l’ha scritta 1 giorno fa 28.6.2019, quando sulla nave Sea Watch 40 disperati dei deserti, dei campi di tortura libici e della traversata del Mediterraneo supplicavano di essere sbarcati perché non ne potevano più: 14 giorni in mare senza più rifornimenti, senza muoversi, senza dormire. Il lamento e le grida del poeta sono esasperati, vogliono solo indicare che la vita è al di sopra di tutto, legge compresa.

 

LA NOTTE MI BRUCIO

 

Mezzanotte è passata, e anche l’una.

Mi giro e mi rigiro, senza che un’ombra di sonno venga a smorzarmi l’anima che brucia.

In questo buio di silenzio non c’è rumore che distragga né lume di compagnia.

Ricordo Snoopy in una delle sue spiazzanti battute:

«Oggi è uno di quei giorni che voglio rimanere tra me e me…. E già siamo troppi».

Ma io, in questa maledetta notte, già mi sento di troppo da me solo, senza l’altro me…

Perché sono una moltitudine.

E sento le voci degli uomini e delle donne del domani che si chiedono

il come mai delle nostre urlate idiozie diventate quotidiana normalità!

Della nostra insensibilità di pietra e della nostra sordità umana!

Si chiederanno come sia stata possibile tanta bassezza,

così come noi ci chiediamo, increduli, il come mai degli Auschwitz e dei Gulag.

Mia patria è il mondo ed ogni violenza la sento violenza domestica.

Non ci sono lontananze.

Assassini di casa tutti coloro che sfruttano, schiavizzano, declassano,

innalzano muri, avanzano precedenze.

Assassini tutti coloro che chiudono porti e porte, cuori e coscienze, occhi e orizzonti.

Assassini coloro che costruiscono i loro troni di potere sui cadaveri degli impotenti.

Assassini anche quanti applaudono e acconsentono!

Amen!