Carola Rackete, comandante della Sea Watch, prima dell’arresto

 

Gregorio De Falco, ex comandante della Guardia Costiera e attualmente senatore del Gruppo Misto, ha espresso la sua opinione sul caso della Sea Watch e dell’arresto della sua comandante. Secondo quanto riporta Il Messaggero, ha dichiarato: “L’arresto di Carola Rackete è stato fatto per non essersi fermata all’alt impartito da una nave da guerra, ma la nave da guerra è altra cosa, è una nave militare che mostra i segni della nave militare e che è comandata da un ufficiale di Marina, cosa che non è il personale della Guardia di Finanza. Non ci sono gli estremi. La Sea Watch è un’ambulanza, non è tenuta a fermarsi, è un natante con a bordo un’emergenza. La nave militare avrebbe dovuto anzi scortarla a terra”.

De Falco si pone in difesa della scelta di Carola Rakete: “Sea Watch non avrebbe potuto andare in altri porti, il più vicino è Lampedusa e non aveva alcun titolo a chiedere ad altri, sebbene lo abbia fatto. Ha atteso tutto quello che poteva attendere finché non sono arrivati allo stremo; a quel punto il comandante ha detto basta ed è entrata per senso di responsabilità. È perverso un ordinamento che metta un uomo, o una donna in questo caso, di fronte a un dramma di questo tipo. Quella nave aveva un’emergenza e aspettava da troppo”.

L’ex comandante della Guardia Costiera conclude: “Fatti gli accertamenti da parte della Procura, dovrà tenersi conto del fatto che non ci sono gli estremi giuridici per tenere in stato di fermo la comandante Carola Rakete. Dovrà essere liberata per civiltà giuridica e umana”.

29 Giugno 2019