OGGI ABBIAMO BISOGNO DI QUESTA BIMBA PALESTINESE

CHE HA DIPINTO LA PACE

Avevo una scatola di colori:

alcuni caldi, altri molto freddi.

Non avevo il rosso per il sangue dei feriti.

Non avevo il nero per il pianto degli orfani.

Non avevo il bianco per le mani e il volto dei morti.

Non avevo il giallo per la sabbia ardente.

Ma avevo l’arancio per la gioia della vita,

e il verde per i germogli e i nidi,

e il celeste dei chiari cieli splendenti,

e il rosa per i sogni e il riposo.

Mi sono seduta

E ho dipinto la PACE.

                                                                                                                                               Talil Sorek

Talil Sorek era una ragazzina israeliana tredicenne quando ha scritto questa poesia che ha vinto un premio ed è diventata famosa in tutto il mondo. Attraverso un’immagine molto semplice, Talil ci fa riflettere su ciò che può significare la parola “pace” in una zona come il Medio Oriente, teatro di molte terribili guerre. E di quanto sia attuale anche oggi di fronte alla propaganda dell’odio, all’istigazione alla caccia allo straniero, alla xenofobia, alla violenza maschilista e alle manifestazioni nazifasciste. Ma La ragazzina palestinese tredicenne Talil ci insegna che dai diversi colori si forma l’arcobaleno come dall’accoglienza delle diversità nasce la pace. Voi mi perdonerete, ma Salvini è il contrario dell’arcobaleno, per questo bisogna combatterlo, ma solo con le armi della nonviolenza e della verità. E della gioia di vivere, tutte e tutti INSIEME.