Preghiera di condivisione sabato 1 febbraio 2020 con cena comunitaria ore 19:45 in casa di Ida e Tonino

 

L’uso della parola nel bene e nel male

 

Preghiera iniziale

Signore,

la tua parola e il tuo insegnamento

mi tengono sempre legato a fare qualcosa di buono.

Nonostante gli sbagli, le giornate difficili,

trovo questa vita bellissima ogni giorno.

Signore,

vorrei la tua mano accarezzasse il volto dei violenti e dei potenti,

che gettano fumo sui più deboli.

Signore,

guidaci verso la luce e insegnaci sempre più ad amare.

Amen             [Maurizio]

Brani biblici:

Non esca dalla vostra bocca nessuna parola cattiva, ma qualunque parola che sia buona per edificare, giovando a quelli che ascoltano (Efesini 4,29).

 

San Paolo: Lettera ai Romani 15,1-7

Noi che siamo i forti

abbiamo il dovere di sopportare l’infermità dei deboli,

senza compiacere noi stessi.

Ciascuno di noi cerchi di compiacere il prossimo

nel bene, per edificarlo.

Cristo, infatti, non cercò di piacere a se stesso,

ma come sta scritto:

“gli insulti di coloro che ti insultano sono caduti sopra di me.

Ora, tutto ciò che è stato scritto prima di noi,

è stato scritto per nostra istruzione,

perché in virtù della perseveranza e della consolazione

che ci vengono dalle Scritture,

teniamo viva la nostra speranza.

E il Dio della perseveranza e della consolazione vi conceda

di avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti

ad esempio di Cristo Gesù,

perché con un solo animo e una voce sola,

rendiate gloria a Dio, Padre del Signore nostro

Gesù Cristo.

Accoglietevi perciò gli uni gli altri,

come Cristo accolse voi, per la gloria di Dio.

Giacomo 4, 11-12

Non sparlate gli uni degli altri, fratelli.

Chi sparla del fratello o giudica il fratello,

parla contro la legge e giudica la legge.

E se tu giudichi la legge

non sei più uno che osserva la legge,

ma uno che la giudica.

Ora, uno solo è il legislatore giudice,

Colui che può salvare e rovinare;

ma chi sei tu che ti fai giudice del tuo prossimo?

Ed ora le riflessioni sui brani

 

Preghiera di condivisione

Ho bussato alla tua porta
ho bussato al tuo cuore
per avere un letto
per avere del fuoco
perché mai respingermi?
Aprimi fratello!

Perché domandarmi
se sono dell’Africa
se sono dell’America
se sono dell’Asia
se sono dell’Europa?
Aprimi fratello!

Perché domandarmi
quant’è lungo il mio naso
quant’è spessa la mia bocca
di che colore ho la pelle
che nome hanno i miei dèi?
Aprimi fratello!

Io non sono nero
io non sono rosso
io non sono giallo
io non sono bianco
non sono altro che un uomo.
Aprimi fratello!

Aprimi la porta
aprimi il tuo cuore
perché sono un uomo
l’uomo di tutti i tempi
l’uomo di tutti i cieli
l’uomo che ti somiglia!

(Rene Philombe, CAMERUN)

 

Segno di condivisione

 

Preghiere spontanee

 

Preghiera finale

O Signore,

mi è capitato qualche volta,

di ferire altri con le mie parole.

Ancora oggi rimpiango di averlo fatto.

Avrei preferito tacere,

soprattutto quando il male che ho fatto

era causa di dolore per la persona colpita.

Man mano che sono maturato,

sono cresciuto col desiderio

di far sorridere e ridere proprio con le mie parole

la persona che ho davanti.

Quando hai una parola buona per qualcuno

e riesci a darle sollievo, allora,

come diceva Don Andrea Gallo,

costruisci ponti.            [Mauro]

Salmo 55 (54)

Porgi l’orecchio, Dio, alla mia preghiera,

Non ignorare la mia supplica,

Sii attento e rispondimi.

mi agito nel mio lamento e sono sconvolto

al grido del nemico, davanti al clamore del malvagio.

Contro di me riversano insulti,

mi perseguitano con furore.

Nel mio intimo freme il mio cuore

piombano su di me terrori mortali.

Timore e spavento mi invadono,

lo sgomento mi ricopre.

Io penso: “Chi mi darà le ali di una colomba

Per volare via e sostare?

Ecco, vagando, fuggirei lontano,

abiterei nel deserto.

Mi fermerei in un rifugio,

lontano dal vento impetuoso e dall’uragano”….

Ho visto nella città violenza e discordia;

giorno e notte fanno la ronda sulle sue mura.

Nel centro, iniquità e dolore,

nel centro, malizie,

dalla sua piazza centrale non si allontanano mai,

oppressione e frode.

Perché non è un nemico che mi ha insultato: l’avrei

sopportato.

Non è uno che mi odia chi mi ha diffamato: da lui mi

sarei nascosto.

Ma sei tu, mio caro compagno,

mio amico e confidente,

legato a me da dolce familiarità:

camminavamo in sintonia verso la casa di Dio……..

Io grido a Dio

Jahweh mi salva.

Di sera, al mattino, a mezzogiorno, mi lamento

E sospiro ed egli ascolta la mia voce,

Ha liberato la mia vita da coloro che mi combattono

perché molti sono quelli che mi inseguono

ascolti Dio ed esaudisca

lui che domina in eterno.

Infatti, per essi non c’è conversione:

non temono Dio.

Si stende la mano contro i propri amici,

si violano i patti.

Più untuosa del burro è la loro bocca

ma nel cuore c’è la guerra;

più fluide dell’olio le loro parole,

eppure sono spade sguainate:

“Metti in Jahweh la tua sorte

ed egli ti sosterrà,

non permetterà mai che il giusto vacilli”…….

Io confido in te!